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Coronavirus: gli ammortizzatori sociali per le imprese

Walter.Filagrana
Mon, 30/03/2020 – 08:43






Il decreto legge  “Cura Italia” prevede la possibilità di accedere a misure di intervento  finalizzate al sostegno al reddito.

Gli ammortizzatori sociali indicati nel decreto sono destinati a tutti i lavoratori dipendenti di imprese su tutto il territorio nazionale, tranne i lavoratori domestici.

A fronte di questa particolare situazione è stata predisposta una specifica causale “emergenza COVID 19”, con procedura semplificata, superando l’obbligo di allegare relazioni tecniche che indichino le cause specifiche di richiesta dell’ammortizzatore sociale.

Beneficiari e durata

Gli ammortizzatori sociali indicati nel decreto sono destinati ai lavoratori alle dipendenze dirette dell’impresa al 23 febbraio 2020 (senza la clausola dell’anzianità di servizio), per un periodo massimo di 9 settimane.

Termini per la presentazione delle domande

I datori di lavoro potranno presentare le domande entro la fine del quarto mese successivo all’inizio della sospensione o riduzione dell’attività, precedute dalla comunicazione preventiva.

L’azienda deve quindi comunicare preventivamente via pec alle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative del settore in Trentino, FILCAMS CGIL (filcams@pec.cgil.tn.it), FISASCAT CISL (fisascat.trento@pec.cisl.it), UIL TUCS UIL (uiltucstaa@pec.it), tassativamente “le cause di sospensione o di riduzione dell’orario di lavoro, l’entità e la durata prevedibile, il numero dei lavoratori interessati” (art. 14, comma 1, D.Lgs 148/2015).

Il datore di lavoro dovrà inoltre avvisare i dipendenti della sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.

Ammortizzatori sociali previsti dal Decreto Legge “Cura Italia”:

• Cassa integrazione ordinaria: per imprese industriali, estrattive, edili, cooperative di produzione lavoro, cooperative di trasformazione dei prodotti alimentari ed altri soggetti individuati dalla legge. Possono attivare la cassa integrazione ordinaria anche le imprese che hanno attivato procedure di cassa integrazione straordinaria

• Fondo di Solidarietà del Trentino a cui accedono imprese iscritte al Fondo di Solidarietà dei settori commercio (fino a 50 dipendenti), turismo, servizi, studi professionali, impianti a fune, con sede legale in Trentino o che occupano nelle unità operative trentine almeno il 75% dei lavoratori)

• Fondo di Integrazione salariale (FIS) per i datori di lavoro che occupano mediamente più di 5 dipendenti, che non rientrano nella disciplina della cassa integrazione  e che non appartengono ai settori in cui è stato istituito un fondo di solidarietà bilaterale.

• Cassa integrazione in deroga, finalizzata alle imprese che non trovano coperture in altre forme di sostegno al reddito – (la procedura operativa verrà definita dalla Provincia Autonoma di Trento)

L’azienda potrà optare tra l’anticipo delle somme ed il pagamento diretto da parte dell’INPS, come previsto dal Decreto, vista la particolare situazione connessa all’emergenza epidemiologica.

La Provincia attraverso il “Fondo ripresa Trentino” – Attivazione linee di finanziamento – prevede un incremento fino al 50% del finanziamento erogato per liquidità volta ad anticipare ai dipendenti ammortizzatori sociali

Non vi è l’obbligo per il datore di lavoro di certificare l’utilizzo degli strumenti ordinari di flessibilità, ivi comprese le ferie residue, in quanto l’emergenza epidemiologica COVID 19 rientra nel novero degli eventi oggettivamente non evitabili (come precisato da nota della Provincia Autonoma di Trento).

 

Informazioni

Ufficio relazioni sindacali e lavoro
Giannina Montaruli
tel. 0461/880534 – email giannina.montaruli@unione.tn.it

 

Allegati
Circolare n. 47/2020 INPS

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