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Decreto Cura Italia, i grossisti trentini: «Molte aziende escluse ingiustamente dalle sospensioni fiscali»

Walter.Filagrana
Ven, 20/03/2020 – 09:03
Il presidente dell’Associazione Grossisti e PMI Mauro Bonvicin: «Il limite dei 2 milioni di euro di fatturato lascia fuori molte imprese del nostro settore che stanno subendo danni pesantissimi»






TRENTO. Anche i grossisti stanno accusando un contraccolpo molto pesante in seguito alle misure per contrastare l’epidemia di coronavirus. Il settore rifornisce negozi, ristoranti, pubblici esercizi, alberghi e con la loro chiusura molte aziende trentine stanno segnando cali del fatturato anche fino all’80%. Per sua natura, poi, l’azienda grossista ha volumi di affari elevati che però sono contraddistinti da margini molto ridotti: per questo la decisione del governo di non concedere alle aziende sopra i 2 milioni di euro di fatturato la possibilità di sospendere alcuni pagamenti come Irpef, Iva, contributi previdenziali e assistenziali, risulta profondamente ingiusta perché esclude moltissime realtà che stanno tuttavia attraversando un momento veramente critico.

«Ci appelliamo al presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti – spiega il presidente Mauro Bonvicin – affinché in sede locale possa in qualche modo correggere questa profonda ingiustizia contenuta nel decreto “Cura Italia”. In questi giorni riceviamo tantissime segnalazioni da parte degli associati perché sono state escluse dalla possibilità di differire i pagamenti, mentre subiscono comunque cali consistenti del fatturato, fino all’80% e anche oltre».

«Le aziende grossiste – ricorda Bonvicin – rappresentano una parte importante del tessuto economico trentino, sia per la loro consistenza che per il loro ruolo di supporto a numerosissime altre realtà economiche. Chiediamo che tale importanza venga riconosciuta alla luce dei pesantissimi danni che il comparto sta subendo in questi giorni».

 

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